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L’Unione Europea ha stanziato 38 milioni di euro per progetti di cybersecutity. Perché proprio nel pieno dell’emergenza Covid?

L’Italia non solo c’è, ma il nostro Paese e le imprese sono in prima linea (perché di fronte vero e proprio si deve parlare, cose di guerra insomma) nella cyberwar. Una volta avremmo detto che saremmo andati in  guerra, ops in missione umanitaria, sotto l’egida dell’ONU. Oggi combattiamo la cyberguerra insieme all’Europa. All’Unione Europea per essere più precisi. L’esecutivo comunitario ha messo sul tavolo più di 38 milioni di euro per la protezione delle infrastrutture “critiche” e per rendere le città più intelligenti e sicure.

I finanziamenti ai progetti sono stati erogati fino al mese scorso (ottobre) e rientrano nel programma Horizon 2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione. La riflessione è questa: se il Covid-19 ha stravolto le nostre vite, si corre il rischio che la nostra esposizione al digitale si traduca in una Caporetto, esposti come siamo a virus informatici di ogni tipo.

Il digitale è ormai il centro di tutto

L’emergenza sanitaria ha trasformato velocemente il nostro rapporto con il digitale, che è passato dall’essere strumento accessorio (erroneamente) a strumento vitale: alla didattica, al commercio, contro l’isolamento quotidiano. Una nuova dimensione che fa emergere prepotentemente un elemento dai più fin troppo spesso trascurato: la sicurezza.

I programmi europei per la Cybersecurity

Tra i progetti al centro dell’iniziativa, Safety4railsEnsurec e 7shield sono volti a prevenire, individuare e contrastare gli attacchi informatici e fisici all’interno delle reti metropolitane e ferroviarie, oltre che nelle infrastrutture terrestri e satellitari e nei servizi di e-commerce e di consegne a domicilio. Vediamoli un po’ più da vicino.

Safety4rails. Al progetto, guidato dalla Germania, partecipano Reti Ferroviarie Italiane (RFI), Leonardo e Comune di Milano, a cui va, rispettivamente, un contributo di 178.500 euro, 307.650 euro e 152.500 euro. Oltre a loro anche le altre imprese italiane Stam (217.437 euro) Rina Consulting (263.837 euro) e Alpha Cyber (127.731 euro). In totale l’UE contribuisce con 7,7 milioni.

7Schield. Il programma  affronta la sicurezza e la capacità di resistenza dei segmenti terrestri dei sistemi spaziali dell’UE. L’Europa contribuisce con 6,9 milioni di euro al progetto coordinato dall’italiana Fair Dinamics Consulting, a cui vanno 607.250 euro. Nel consorzio anche Serco Italia (318.500 euro), Resiltech (230.125 euro) e il centro regionale di Benevento di Information Communication Technology (311.250 euro

Ensurec. Il progetto, coordinato dal Portogallo, è una soluzione per la salvaguardia delle operazioni di e-commerce del mercato unico digitale dalle minacce informatiche e fisiche. L’UE ci investe 7,7 milioni di euro, da ripartire tra i vari partner del consorzio. Tra questi Fair Dinamics Consulting (360.062 euro) e ABI LAB-Centro di ricerca e innovazione per la banca (302.500 euro).

4AllCities. A questi progetti si aggiunge poi 4AllCities, che integra soluzioni tecnologiche e organizzative avanzate in un quadro unificato di gestione di sicurezza fisica e cibernetica orientato al mercato. L’obiettivo è quello di aumentare la resilienza delle infrastrutture, servizi, sistemi ICT delle città, IoT e promuovere l’intelligence e la condivisione di informazioni tra le parti interessate della sicurezza della città. Dei circa 8 milioni di euro, una parte (148.750 euro) va all’italiana Enginsoft.

Alessio Nisi


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