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Cos’è l’eLearning? Una spiegazione semplice

eLearning è una nuova parola, un neologismo introdotto con l’avvento dell’informatica, composto da due parti: la “e”, che sta per “electronic” (ne scopriremo diverse di queste parole precedute dalla “e”) e “learning”, che ovviamente sta per “apprendimento”.

Quindi possiamo dire che l’eLearning (o e-learning) consiste nel processo di erogazione (e apprendimento) di corsi nei campi della didattica e della formazione professionale, che utilizza i media audiovisivi ed informatici: computer, supporti di memoria quali cd-rom, drive usb, eccetera, dispositivi personali quali smartphone o tablet e, in linea generale, espletati attraverso Internet.

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Infatti, sebbene l’insegnamento possa essere svolto dentro o fuori le aule, l’uso dei computer e di Internet costituisce la componente principale dell’eLearning. L’eLearning può essere definito anche come una rete abilitata al trasferimento di competenze e conoscenze, la cui erogazione viene effettuata verso un gran numero di destinatari contemporaneamente o in momenti diversi.

Sebbene sia conosciuto come un qualcosa che riguarda molto le scuole (v. didattica a distanza) e le università, l’eLearning si è dimostrato in realtà il mezzo migliore di distribuzione e condivisione del sapere nel settore aziendale, ad esempio per le grandi aziende, come le multinazionali, che hanno diverse migliaia di dipendenti in tutto il mondo da formare ed aggiornare costantemente.

“Lo dice la scienza” che l’eLearning funziona

Senza dubbio l’insegnamento tradizionale, quello basato sull’utilizzo dei libri e la presenza in aula, è da considerarsi insostituibile (specie per le fasce della popolazione più giovani, verso le quali la scuola contribuisce al processo di formazione non solo educativa ma della persona), ma l’importanza e l’efficacia dell’apprendimento basato sulla tecnologia non può essere sottovalutato o completamente ignorato: non è solo una questione di “comodità” ma di scienza. Il cervello umano può facilmente ricordare e relazionarsi a ciò che vede e sente tramite immagini o video in movimento. È stato anche scoperto che le immagini, oltre a mantenere l’attenzione dello studente, vengono anche trattenute dal cervello per periodi di tempo più lunghi.

 


“In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro.La nostra vita è tutta lì, in questo consiste: in quei 10 centimetri davanti alla faccia. Ma io non posso obbligarvi a lottare”.
(dal film “Un centrimetro alla volta“, di Oliver Stone. Un estratto del monologo di Tony D’Amato, interpretato da Al Pacino)



Questa voce del Dizionario spiegato è stata scritta da Leonardo, l’intelligenza non artificiale di Italia2030

 

 


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